Iridosclerologia e prevenzione delle malattie
In un'osservazione naturopatica delle alterazioni della salute, l'ammalato viene inquadrato in maniera olistica, ossia nel suo complesso unitario di corpo, psiche e spirito considerando, sostanzialmente, che a cambiare, in una situazione patologica, è l'equilibrio bioenergetico.
L'energia è stata teorizzata e quantificata da personaggi illustri, tra cui Einstein e Rubbia, i quali per tali studi hanno ricevuto il premio Nobel.
L'Iridosclerologia, ossia lo studio dell'iride e della sclera, grazie alla sua possibilità di osservare l'individuo in maniera "olistica", non solo si inserisce perfettamente fra le scienze naturali ma può essere considerata, a pieno titolo, quella più completa. L'Iride e la Sclera sono strutture genetiche dell'occhio che ci parlano della nostra predisposizione nei confronti delle malattie, delle nostre debolezze costituzionali, ma anche dell'evolversi o della risoluzione di una patologia. E' possibile affermare ciò perché l'occhio, che fa parte integrante del cervello, è punto di passaggio delle informazioni che costantemente il Sistema Nervoso riceve e manda dalla e verso la periferia del corpo. La verifica di ciò è stata fatta sollecitando, tramite luce puntiforme bianca, più settori dell'iride: poiché si è visto che c'è corrispondenza riflessa con diversi apparati organici si è riusciti, nel tempo, a disegnare una "mappa iridea", in cui è rappresentato tutto l'organismo. Proseguendo nello studio iridologico, dall'anatomia si è passati alla fisiopatologia, all'individuazione, cioè, di segni ed alterazioni dell'iride e della sclera, cui corrispondono modificazioni dello stato di salute e disequilibrio bioenergetico. Anche queste conclusioni sono frutto di indagini statistiche in quanto si è definita come indice di una patologia una modificazione dell'iride solo dopo averla osservata su più individui accomunati dalla stessa malattia. L'insieme di tutti i "segni iridei", quindi, costituisce il bagaglio di informazioni che l'organismo ci dà per parlarci di sé e del suo stato. Se consideriamo che questi stessi dati possono essere addirittura letti in maniera diversa, a seconda dell'angolo di osservazione, ci si rende conto che disponiamo di uno strumento di indagine completo. Una lettura corretta dell'iride ci permette, quindi, avendo tutto l'organismo in un'unica inquadratura, di sapere la reale origine di un'alterazione e qual è il suo percorso. Considerando che l'Iridosclerologia è una tecnica non invasiva, non dolorosa e più che orientativa, essa potrebbe benissimo affiancarsi alla Medicina Ufficiale per dare al Medico uno strumento in più, che gli consenta di indirizzare i suoi approfondimenti diagnostici in maniera mirata. La speranza è quella che tutti gli operatori della salute, di qualsiasi scuola di pensiero, possano collaborare sempre più strettamente per meglio rispondere alle aspettative di benessere psicofisico di ciascuno mettendo quindi al centro dell'indagine il malato e non la malattia. |